All'indomani della classica ricorrenza del primo maggio, la cosiddetta festa dei lavoratori, Sinistra e Libertà osserva come con il passare degli anni questa celebrazione sia divenuta più la festa dei disoccupati e dei precari anziché di coloro i quali hanno sempre avuto un'occupazione stabile.
Le notizie che ormai da mesi si susseguono in Val di Cornia delle aziende che sono costrette alla chiusura o a mandare in cassa integrazione i propri dipendenti, delle piccole e medie imprese che faticano a stare sul mercato, sono segni preoccupanti di una crisi che ha investito il mondo ma che stanno mettendo in difficoltà anche la nostra zona da sempre molto florida grazie alle varie attività produttive svolte.
Ad oggi, con la siderurgia e il proprio indotto in crisi, e i problemi di altre ditte importanti, occorre sottolineare gli sforzi dei sindacati e delle amministrazioni comunali e della Provincia che come Sinistra e Libertà sosteniamo e anzi siamo partecipi a tali sforzi.
Con la crisi che non possiamo sapere quando finirà, ben vengano i fondi di solidarietà o le altre iniziative che saranno messe a disposizione verso chi perderà il lavoro, ma Sinistra e Libertà incalzerà i governi locali e non di meno il governo italiano e l'Unione Europea affinchè si mettano a disposizione fondi e progetti che aiutino realmente i giovani e le famiglie a vivere con una stabilità migliore.
Inoltre Sinistra e Libertà vuole chiaramente che si smetta di far pagare la crisi sempre ai giovani, altrimenti il nostro territorio vedrà allontanarsi tutte quelle risorse umane che per la prima volta si affacciano nel mondo del lavoro: le conseguenze sarebbero notevoli sia per le aziende sia socialmente una volta che questa crisi finirà.
Luca Baragatti
giovedì 30 aprile 2009
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